Joseph Carabott, il gioielliere aggredito selvaggiamente durante una rapina nel suo negozio nell’agosto 2023, è morto dopo 19 mesi di agonia. L’uomo non si è mai ripreso dalle profonde lesioni cerebrali riportate nel violento assalto. A confermare la notizia è stato il nipote, Keith Carabott, che sui social ha scritto: «Zio, ora finalmente riposi dopo un anno e mezzo di miseria che ti hanno causato, costretto a letto impotente, senza poter parlare. Non lo dimenticheremo mai».
La vita dell’allora 67enne e della sua famiglia fu completamente stravolta la sera del 25 agosto 2023, quando tre rapinatori fecero irruzione nel suo negozio, lo picchiarono brutalmente e fuggirono con denaro e gioielli. Fu trovato dai suoi figli, preoccupati dopo che non si era presentato all’appuntamento concordato con la moglie, lui che era sempre puntuale. Lo trovarono a terra in una pozza di sangue, già privo di sensi e legato dietro la porta chiusa a chiave del suo negozio in Triq Dun Guzepp Zammit.

Trasportato d’urgenza all’ospedale Mater Dei in condizioni disperate, era riuscito a sopravvivere alla feroce aggressione, seppur riportando profondi quanto irreversibili traumi.
Tre persone sono state arrestate in connessione al caso: Donna Borg Sciberras, Zouhair Hadouni e Mohamed Anas Boualam. Sciberras, già nota alle autorità per precedenti crimini, ha ammesso le sue responsabilità ed è stata condannata a 28 anni di carcere. Ha inoltre testimoniato contro gli altri due imputati, che invece si dichiarano non colpevoli e stanno affrontando il processo tuttora in corso.
Le indagini hanno portato al sequestro di numerosi oggetti rubati, tra cui gioielli, orologi, denaro contante e persino scatole marchiate con il logo del negozio di Carabott. In un appartamento è stato ritrovato anche un orologio che era in riparazione proprio presso la gioielleria.
L’aggressione subita dal sessantasettenne fu talmente devastante e gli procurò lesioni cerebrali così estese da ridurre il suo fisico tendenzialmente atletico ad uno scheletro pelle e ossa, in progressivo declino, incapace di respirare regolarmente ed alimentarsi in autonomia. Sin da subito, i medici ipotizzarono che le possibilità di recupero del gioielliere fossero praticamente pari a zero.
Durante il processo, il figlio della vittima, tentando di trattenere le lacrime, dichiarò che quanto subito dal padre lo aveva ridotto in condizioni «peggiori della morte». Dalla testimonianza di Sciberras emerse inoltre che i tre assalitori continuarono a picchiarlo anche dopo che aveva perso conoscenza.
(photo credits: Facebook)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato