Altre undici società di gestione flotte affiliate alle piattaforme di consegna di cibo a domicilio Bolt e Wolt sono state sanzionate con una multa di 1.076 euro ciascuna dopo aver ammesso di aver violato le normative in materia di lavoro. La decisione del tribunale arriva a seguito di una inchiesta condotta dal Dipartimento per le Relazioni Industriali e l’Occupazione (DIER), che ha rivelato numerose irregolarità nei contratti di impiego dei rider ai quali non sarebbero stati corrisposti oltre 200mila euro di salari, oltre a straordinari, ferie e benefit.
L’indagine ha avuto inizio la scorsa estate, quando centinaia di fattorini hanno incrociato le braccia scioperando contro «i salari da fame», detrazioni ingiustificate dai loro compensi e altre irregolarità. Tuttavia, molti di loro hanno esitato a denunciare la situazione, temendo ripercussioni.
Il DIER ha riscontrato diverse violazioni del regolamento Digital Platform Delivery Wages Council Regulation Order, tra cui mancata indicazione delle ore lavorate sulle buste paga, assenza di bonus previsti per legge, congedo per malattia, straordinari, omissione del rimborso delle spese per i telefoni cellulari, trattenute eccessive sui guadagni dei rider.
Questo procedimento segue quello avvenuto lo scorso fine marzo, quando il primo gruppo delle trentanove società di gestione flotte affiliate alle note piattaforme di consegna di cibo a domicilio è finito in tribunale per affrontare violazioni simili, sei delle quali già multate dopo aver ammesso le proprie colpe. Anche in quell’occasione, il DIER aveva avviato indagini in risposta a numerose denunce di sfruttamento sul lavoro da parte dei fattorini.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
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