Un uomo di 42 anni di Birzebbugia, Daniel Portelli, è stato portato in tribunale dove si è dichiarato colpevole di aver minacciato la polizia tramite chat via Facebook, sostenendo che avrebbe aperto il fuoco su aerei e civili all’aeroporto internazionale di Malta se non gli fossero stati restituiti alcuni oggetti sequestrati durante una perquisizione presso la sua abitazione.
Portelli, che lavora come agente di sicurezza, è accusato di aver minacciato pubblici ufficiali, diffuso notizie false e abusato di dispositivi elettronici. Le indagini sono scattate dopo che la polizia ha ricevuto messaggi “inquietanti” provenienti da un falso profilo social, in cui l’uomo affermava che membri dell’unità antiterrorismo avevano prelevato i suoi effetti personali e, se non gli fossero stati restituiti, si sarebbe recato in aeroporto per aprire il fuoco.
In seguito all’arresto, gli ufficiali si sono recati a casa di Portelli scoprendo che i beni che l’uomo sosteneva gli fossero stati confiscati, si trovavano in realtà ancora nel suo appartamento.
Durante l’udienza, l’ispettore ha riferito che episodi simili si erano già verificati lo scorso gennaio, quando il 42enne aveva minacciato un attacco all’aeroporto con dei droni di fatto mai rinvenuti presso la sua abitazione; però, una perizia sul suo telefonino, ha rivelato la presenza di ben sei profili falsi utilizzati per inviare minacce in rete.
In aula, l’avvocato difensore ha sostenuto che il proprio assistito reo confesso era vittima di una truffa online e che, sentendosi ignorato dalle autorità, aveva cercato così di attirare le loro attenzioni. Tuttavia, non aveva mai sporto alcuna denuncia sul presunto caso, preferendo passare direttamente alle minacce che, sempre a detta della difesa, altro non erano che “frasi d’effetto” a mò di scherzo, senza alcuna reale intenzione di nuocere a nessuno. Per questo è stata chiesta la sospensione della pena.
Durante la seduta, il magistrato ha però espresso serie preoccupazioni sulla procedura di selezione degli agenti di sicurezza, vista la mansione dell’imputato e la natura delle minacce dirette alla polizia. Per questo, la Corte ha disposto che l’uomo venga seguito da un ufficiale addetto alla sorveglianza e che venga effettuata una valutazione sulla sua salute mentale prima della sentenza definitiva. Nonostante l’opposizione della Procura, Portelli è stato rilasciato su cauzione, con una garanzia personale di 5.000 euro.
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