Sono stati resi noti i provvedimenti a carico dei sei militari delle Forze Armate maltesi (AFM) di stanza la notte in cui dei ladri hanno sottratto circa 132 chili di resina di cannabis da un container sigillato all’interno della base di Safi, una struttura che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto essere tra le più “sicure” dell’arcipelago.
A seguito di un’indagine interna, l’AFM ha riferito ai media maltesi di aver ritenuto i sei soldati colpevoli di cinquantacinque accuse a loro carico.
La punizione più severa, ovvero il licenziamento immediato, è ricaduta sull’addetto al controllo delle immagini della videosorveglianza, che la sera del 23 febbraio scorso, invece di monitorare la 35 telecamere del sistema, ha guardato un film sul tablet con le cuffiette, parlato al telefono con la fidanzata, preparato e consumato del cibo nella cucina adiacente, e non ha effettuato alcuna ronda tra le 23:25 e le 2:50, mentre i ladri agivano indisturbati, come emerso nel rapporto dell d’inchiesta condotta dall’ex giudice Geoffrey Valenzia.
Il suo collega, che avrebbe dovuto riposarsi rimanendo comunque vigile e pronto a intervenire in caso di necessità, è stato invece declassato dopo essere stato sorpreso a dormire durante il turno.
Entrambi, insieme agli altri quattro militari coinvolti nella vicenda, sono inoltre soggetti a ulteriori misure come 134 giorni complessivi di sospensione dello stipendio, richiami ufficiali, revoca di incarichi e indennità, con possibili ripercussioni su eventuali future promozioni.
Il carico di resina di cannabis sottratto dal deposito militare di Safi era stato sequestrato al Malta Freeport nel giugno 2024 e affidato all’AFM su richiesta dell’ufficiale giudiziario, in attesa di essere incenerito. In un primo momento si era parlato del furto di 226 chili di droga, ma le indagini dei periti forensi hanno successivamente ridimensionato il dato fornito dal commissario di Polizia, riferendo che il bottino dei ladri ammontava a 132 chili, gran parte del quale non ancora recuperato dalle autorità.
Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno visionato i nastri delle telecamere di sorveglianza della base militare che mostrano chiaramente due individui introdursi indisturbati all’interno dell’area attraverso un varco creato nella recinzione metallica, per poi effettuare più viaggi tra il container e un veicolo parcheggiato all’esterno, trasportando sacchi colmi di droga per oltre due ore, senza che i soldati di stanza a Safi lanciassero l’allarme.
In relazione al caso, Sean Attard (30, Zebbug), Yousef Essesi (33, St. Paul’s Bay), i fratelli Carlos e Cleaven Pace (23 e 19, Marsa), e Christa Gauci (21, Sannat, Gozo) si sono dichiarati non colpevoli delle accuse mosse a loro carico, che includono furto, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e possesso aggravato di cannabis, con alcuni degli imputati che devono rispondere anche di recidiva. Il tribunale ha inoltre respinto la richiesta di libertà su cauzione per una sesta persona, Liam Stewart (23, Pietà), al quale sono contestati anche i reati di traffico di marijuana e cocaina, ricettazione e guida senza patente
(photo credits: Google Maps)
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