L’infermiera 41enne di nazionalità indiana accoltellata da un collega all’ospedale Mater Dei lo scorso 20 marzo, ha dichiarato in tribunale di non comprendere le ragioni dell’aggressione di quello che ha identificato come un suo amico, e di essere pronta a perdonarlo, lasciandosi questa brutta vicenda alle spalle.
Secondo la ricostruzione degli investigatori fornita in aula, la sera dell’attacco la donna si era recata negli spogliatoi del personale per prendere la giacca a fine turno. Voltandosi, ha trovato l’imputato dietro di lei, che l’ha improvvisamente accoltellata.
Durante la sua deposizione, l’infermiera ha spiegato di aver riportato ferite alla spalla e alla mano che hanno richiesto alcuni punti di sutura e che dovrà sottoporsi a delle sedute di fisioterapia a causa di danni ai tendini.
L’ispettore ha confermato in tribunale che l’accusato e la vittima lavoravano nello stesso reparto e che erano soliti frequentarsi anche al di fuori dell’ospedale. Tuttavia, non risulterebbero precedenti liti o conflitti tra i due.
Dopo aver ascoltato la testimonianza della donna e analizzato le prove presentate dalla polizia, il magistrato ha stabilito che vi sono elementi sufficienti per avviare il processo contro l’infermiere 36enne, connazionale della vittima.
La Corte ha inoltre respinto la richiesta di libertà su cauzione avanzata dalla difesa, confermando l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’imputato. È stato però dato mandato a un medico legale affinchè esamini le lesioni riportate dalla vittima, valutandone l’entità e quindi il danno procuratole a livello permanente, come richiesto sempre dalla difesa.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
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