Joseph Muscat avrebbe cancellato i dati dal suo iPhone tre settimane prima del blitz della polizia, avvenuta il 19 gennaio 2022, quando gli agenti fecero irruzione nella sua abitazione di Burmarrad.
L’esperto forense Keith Cutajar, incaricato dagli inquirenti di analizzare il dispositivo dopo il rifiuto di Muscat di fornire il codice di sblocco, ha spiegato in tribunale che il telefonino in questione avrebbe registrato un picco di attività anomale il 28 dicembre 2021, compatibile con un reset volontario e la cancellazione completa della memoria. Poco prima, Muscat avrebbe anche cercato su Google come eliminare i dati da un iPhone e cancellare i backup delle chat di WhatsApp.
La vicenda aveva già fatto discutere nei mesi scorsi, quando lo stesso perito stimò che sarebbero stati necessari circa 298 giorni per testare oltre 1.100 combinazioni di password al giorno fino a individuare il PIN corretto, oggi svelato: 227488.
Una volta abbattuto il “muro digitale” eretto dal melafonino dell’ex Primo Ministro, l’esperto ha però scoperto che il suo contenuto era stato completamente cancellato così, avvalendosi nuovamente della tecnologia, la divisione informatica della polizia è riuscita a recuperare 35 GB di dati, che potrebbero rivelarsi determinanti per l’andamento del procedimento giudiziario.
Muscat, insieme all’ex capo di Gabinetto Keith Schembri, all’ex ministro Konrad Mizzi e ad altri venti imputati, sono accusati, nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione degli ospedali pubblici, di oltre trenta reati, tra cui corruzione, riciclaggio ed associazione a delinquere.
(photo credits: inserto di Joseph Muscat, Facebook)
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