Il Consiglio della Kamra tal-Periti (albo degli architetti di Malta) ha annunciato la sospensione di due professionisti coinvolti nella tragedia che, nel marzo 2020, costò la vita a Miriam Pace.
Il corpo della donna, moglie e madre di due figli, fu trovato sotto le macerie della sua casa crollata al suolo in Triq Joseph Abela Scolaro, Hamrun, mentre erano in corso i lavori presso un cantiere edile adiacente.
A distanza di cinque anni dall’incidente, l’Ordine ha concluso i procedimenti disciplinari avviati a seguito dell’indagine interna, rendendo note le decisioni «in considerazione dell’interesse pubblico nazionale».
Secondo quanto comunicato, l’architetto Roderick Camilleri è stato riconosciuto colpevole di aver violato la Direttiva DIR 01/18, infranto la seconda disposizione del Codice di condotta professionale e di non aver rispettato gli standard e le buone pratiche professionali.
Per queste ragioni, è stato sospeso dall’albo e dall’esercizio della professione per 28 mesi, a partire dalla data di pubblicazione della decisione del Consiglio sulla Gazzetta ufficiale.
Il suo collega Anthony Mangion, invece, è stato giudicato responsabile di mancato rispetto delle normative in materia di standard e pratiche professionali, ed a sua volta è stato interdetto dall’esercitare la professione con sospensione dall’albo per 14 mesi.
Entrambe le misure non sono ancora esecutive, in quanto soggette a ricorso. Potranno entrare in vigore solo una volta divenute definitive, cioè dopo che la Corte d’Appello avrà emesso la sentenza definitiva.
Il crollo nella notte del 2 marzo di cinque anni fa scosse profondamente l’opinione pubblica. La morte di Miriam Pace, rimasta sepolta sotto le macerie della sua abitazione mentre si trovava tra le mura di casa, il luogo in cui ci si dovrebbe sentire maggiormente protetti e “al sicuro”, sollevò pesanti accuse sulla mancanza di controlli nell’industria edile e portò a promesse di riforme da parte delle autorità per la revisione completa di un settore che, purtroppo, ha continuato a mietere vittime.
(photo credits: Kamra tal-Periti)
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